Archivi categoria: Musica

Massimo Venuti – Simbologia, mitologia e musica

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Simbologia, mitologia e musica e un ardito percorso che conduce il lettore, attraverso un viaggio che comincia dall’ arcaica visione del cosmo testimoniata da Platone e dalla mitologia antica, a inedite associazioni e a sorprendenti corrispondenze. Da quel grandioso colpo d’ occhio, che intreccia astronomia, religione e visione poetica, comincia la discesa verso le tradizioni nordiche e le architetture cristiane, verso la mitologia in Wagner e le visioni dantesche, fino ad alcuni simbolismi musicali sottesi in alcuni quadri del Cinquecento.
Ricca di citazioni e testimonianze storiche e filosofiche, il percorso non ha nulla di soggettivo o inutilmente esoterico, ma intende ricostruire oggettivamente la trama trasversale e sottilissima che reggeva la sapienza mitologica e simbolica, unica via, ancora oggi, per decifrarne correttamente i segni.

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Mecarozzi I. – La funzione comunicativa della danza nella storia

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Questo lavoro nasce dal desiderio di analizzare la danza dal punto di vista della sua funzione comunicativa, attraverso l’evoluzione che ha avuto nel corso di diversi periodi storici. Il corpo, infatti, in quanto forma visibile del nostro essere è lo strumento di comunicazione più immediato a nostra disposizione. Avendo già affrontato all’Università un percorso di studio in Scienze della Comunicazione e un Master di specializzazione post-universitario, ho avuto modo di approfondire e verificare le dinamiche che vengono messe in atto quando comunichiamo e, di conseguenza, anche le diverse informazioni che si possono trasferire ma anche nascondere quando interagiamo con gli altri. La comunicazione è alla base della società, in quanto è il mezzo attraverso il quale gli uomini interagiscono, si confrontano. L’indagine dei processi comunicativi è infatti alla base di questo lavoro, in quanto mi ha consentito di applicare le dinamiche proprie dell’interazione verbale, a quelle tipiche della comunicazione non verbale e quindi anche della danza, in quanto strumento di espressione di sentimenti e stati d’animo.

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Di Dino C. – Verga/Mascagni/Monleone – L’ALTRA CAVALLERIA RUSTICANA quel “Mistero” per eccesso di “Cavalleria…”

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A quale categoria di studiosi appartiene Chiara Di Dino? A giudicare dall’incipit di questo suo libro, potremmo definirla un grande talento in “esercizi di stile” alla Queneau, dal momento che l’autrice parla del proprio oggetto con il tono, i colori e il ritmo di una novella di Giovanni Verga, e lo fa con originalità ma anche con un perfetto esito di assimilazione e di eloquio rivissuto. A dire il vero, aggiunge un grado in più d’ironia molto elegante, incline al divertissement(poiché la vicenda narrata ha il movimento e l’intrico narrativo di una commedia intellettualistica e acre), ma possiede anche una linea di fatalità che ci appare essenzialmente tragica. No, non è la tragedia che termina con apocalittici crolli, con morti e catastrofi, ciò che sarebbe ancora il meno, poiché, come ci suggeriscono le parole di un perseguitato (credo, di Gilberto Fuentes, un cubano oppresso da Castro), «è meglio una fine con orrore che un orrore senza fine». La storia (vera, ahinoi!) narrata da Chiara Di Dino ha colori di tragedia tristissima, malinconica, e sa di sconfitta graduale, di progressivo perdersi di ogni speranza, di iniqua morte civile, di esilio in patria: soprattutto, è uno mostruosa iniquità, plausibile in una plaga barbarica e immersa nelle superstizione e nello spirito arcaico di rapina e di prevaricazione, ma intollerabile in un’area di civiltà occidentale.
Probabilmente, era destino che la giovane ricercatrice palermitana Chiara Di Dino, già autrice di lavori di gran pregio (sulla storia della musica in Sicilia, sull’archetipo di Turandot…), cantante liederistica e impegnata nel costruirsi un repertorio originale e assolutamente insolito, prima o poi nella sua vita s’imbattesse nel “caso Monleone”. Un caso eccentrico e strano, tanto romanzesco da apparire immaginario, e perciò congeniale all’indole analitica e indagatrice della studiosa. Un caso complesso, anche perché già nelle premesse storiche fu una realtà doppia. Pronunciare quel cognome significa chiamare in causa due figure del Novecento storico. La prima delle due è il protagonista della presente ricerca storica e biografica: il compositore Domenico Monleone, nato a Genova lunedì 4 gennaio 1875, morto giovedì 15 gennaio 1942 nella sua stessa città natale. L’altra figura è il fratello di Domenico, ossia Giovanni Monleone (Genova, venerdì 11 aprile 1879 – ivi, giovedì 30 gennaio 1947), che per molti anni, prima di essere obnubilato dal trascorrere del tempo,appartenne al novero dei genovesi illustri e memorabili. Giovanni fu scrittore, e in pubblico ebbe l’immagine prevalente digiornalista-scrittore (diresse dal 1914 al 1922 la «Gazzetta di Genova»). In realtà, fu intellettuale estroso e di eccellente cultura.Tra l’altro, fu operoso librettista, e lo fu con particolare generosità per suo fratello Domenico. Di Giovanni fu anche il libretto per la prima delle opere teatrali di Domenico, con un soggetto tratto da una celebre novella di Giovanni Verga che a sua volta era stata trasformata in veste teatrale dallo scrittore siciliano: Cavalleria rusticana. Com’è arcinoto, una “crux” della critica e della storiografia in campo musicale e teatrale è l’esistenza di “stelle doppie”, ossia di coppie di opere per il teatro musicale che abbiano lo stesso soggetto e lo stesso titolo, e tali che uno dei due lavori sia storicamente portatore di immensi successi e l’altro sia stato interamente eclissato: le due Bohème di Puccini e di Leoncavallo, i due Wozzeck di Berg e di Gurlitt, la Salome di Strauss e la Salomé di Mariotte, i due Tannhäuser di Wagner e di Mangold. Malinconica, sempre, e talvolta ingiustificata, la penombra che è scesa sull’una delle due opere di ciascuna coppia. Ma la vicenda di Domenico Monleone, con l’impossibile coesistenza tra la sua Cavalleria e la fortunatissima Cavalleria d iMascagni, è completamente diverso: è fosco, crudele e iniquo, da gridar vendetta.Sulla negazione dei diritti all’esistenza (almeno in Italia)dell’opera di Monleone, che pure viene rappresentata all’estero con successo e curiosità da parte del pubblico più diverso, si esercitano la ricerca magistrale e il giudizio “sine ira et studio” di Chiara Di Dino. [dalla Prefazione di Quirino Principe]
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Morandi G. – Sonate per organo

sonate per organo

Sonate per organo – Prima raccolta (1808).
Edizione critica a cura di Gabriele Moroni

Questa Prima Raccolta comprende 7 sonate pressocché sconosciute, probabilmente le prime affidate alle stampe da Giovanni Morandi (1777-1856), il principale compositore di musica per organo dell’Ottocento italiano. Il volume comprende una biografia in italiano e inglese, una scheda descrittiva dell’opera e del suo stile, la trascrizione in notazione moderna delle sonate realizzata in  modo da distinguere versione originaria e correzioni apportate, un commento critico dove sono indicate le fonti, spiegati gli interventi del curatore e fornite indicazioni per l’esecuzione.

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De Carli E. – Il jazz questo sconosciuto conosciuto – Prima parte

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Al momento tutti gli altri tablet e cellulari sono sprovvisti di tale tecnologia.

Il mio primo contatto con questa musica avvenne quando avevo appena svestito i pantaloni corti. Arrivai al Teatro Manzoni alle tre del pomeriggio per conquistarmi un posto a sedere al concerto di Armstrong.Quando entrò sul palcoscenico Louis venne giù il teatro dagli applausi. Poi attaccò West end blues, uno dei suoi cavalli di battaglia, e lo scintillio del suono della sua tromba mandò in estasi competenti e profani. Trent’anni dopo andai a New Orleans, la patria di questa musica, e furono giornate anzi nottate indimenticabili nel French quarter, il quartiere interamente dedicato al jazz e al blues. Tra i tanti ricordi un bambino dodicenne che suona la tromba magnificamente la domenica mattina davanti alla cattedrale dando la riprova che anche le nuove generazioni crescono all’ombra del jazz e un cantante cieco, dal vezzo di cambiare ogni sera il suo Borsalino, che esegue blues struggenti.

Per più di mezzo secolo il jazz è stato per me e il mio pianoforte una ragione di vita, una musica nella quale affondare i miei momenti tristi e dalla quale trarre sensazioni ora forti ora delicate che arricchissero la mia esistenza.

Ho deciso di condividere con voi lettori questa profonda passione e narrarvi la storia di questo movimento musicale che ha segnato, e continua a farlo, la vita musicale degli Stati Uniti e, ormai da tempo, quella mondiale.

Spero di esservi riuscito.

Enrico De Carli

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De Carli E. – Il jazz questo sconosciuto conosciuto. Seconda parte

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 N.B. questo eBook contiene elementi audio leggibili da qualsiasi computer, I-Pad ed I-Phone. 
Al momento tutti gli altri tablet e cellulari sono sprovvisti di tale tecnologia.

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Berardi A. – Fly, un mondo di musica

Fly

Alessandra Berardi ha scritto una storia, raccolto molti disegni fatti da bambini, ma specialmente ci ha comunicato in questo e book un entusiamo contagioso nei confronti di qualcosa che come la musica, quasi per magia diventa parte integrante della vita fin da bambini…

Un aquilone (Fly), sospinto da una tempesta molto lontano dal parco in cui l’ha condotto il suo padroncino (Fabio), scopre altri cieli, altri aquiloni e soprattutto altre forme musicali. Una favola corredata dai disegni degli allievi della Scuola Elementare Castrocaro Terme e da un apparato di proposte didattico-musicali: ascolti consigliati e laboratori in itinere (istruzioni per produrre “suoni poveri”, per costruire un vero aquilone, per realizzare semplici costumi in vista di una messinscena).

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Ravasini M. – Il ritmo e la melodia

Il ritmo e la melodia - Marco Ravasini

Marco Ravasini scrive un breve saggio su “Il ritmo e la melodia”: fra tutte le formanti della musica, si ripropongono a seconda le tempo in modalità differenti. Questo escursus temporale permette di cogliere il modificarsi nel corso dei secoli di questi elementi e riconoscerli.

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Napoli E. – Maria Callas

Maria Callas - Ettore Napoli

L’autrore, Ettore Napoli, conclude questo saggio con questeparole: Maria Callas non ha lasciato dunque nessuna urna da venerare, nessuna tomba attorno alla quale raccogliersi in venerazione. Anche la sua casa di Milano non esiste più. Ma ci sono i suoi personaggi, con la sua voce; inconfondibile, l’ultima della quale, ascoltandola, dopo pochi secondi possiamo dire senza paura di sbagliare: è lei, il Soprano Assoluto. Come accade solo per i grandi della musica, da Bach a Mozart, da Verdi a Wagner. Unici, sempre.

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Moroni G. – Le forme strumentali

Le forme strumentali - Gabriele Moroni

Questo breve saggio sulle Forme stumentali di Gabriele Moroni, è stutturato come una successione di schede sintetiche che consentano all’appassionato, ma anche allo studente di musica, di farsi una immagine non rigida dei modi in cui si è organizzata la musica strumentale nel periodo che va dal 1760 circa al 1970.

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