PARENTE A. - La lunga vigilia. Pensieri e ricordi politici, 1943-1946

Riferimento: 978-88-534-4603-9

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A cura e con introduzione di Gerardo Nicolosi

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Le memorie di Alfredo Parente, rimaste a lungo inedite, costituiscono una delle testimonianze più dirette del ruolo avuto da Benedetto Croce e dai liberali italiani nel periodo che va dalla crisi del regime fascista alla transizione democratica. Preoccupato che questo ruolo potesse venire un giorno dimenticato, Parente fissa nelle sue pagine i momenti più significativi del dissenso interno al regime, della nascita di un movimento clandestino dagli ampi confini, di cui Croce era capo riconosciuto, della crisi dell’unità antifascista che si produce con la nascita del Partito d’Azione e della riorganizzazione su scala nazionale del Pli. Sullo sfondo della narrazione vi è la “Napoli nobilissima” dei salotti borghesi e dei luoghi più significativi della cultura crociana, ma anche quella sotterranea dei rifugi antiaerei, della fame e della miseria, che colpì indistintamente tutti gli strati sociali, e poi quella delle «Quattro giornate », espressione coniata dallo stesso Parente.

La lunga vigilia è il racconto di una esperienza di lotta e di partecipazione politica portata avanti senza altro fine che quello del ritorno alla libertà, una lezione di impegno civile e una pagina di umanità liberale che meritava una riconsiderazione. Alfredo Parente (Guardia Sanframondi, Benevento 1905 - Napoli 1985), bibliotecario, filosofo, musicologo, giornalista, e anche scultore e fine disegnatore, la sua frequentazione con Benedetto Croce iniziò nei primi anni Trenta, quando entrò nei ruoli della Biblioteca della società napoletana di storia patria. Autore di numerosi scritti, per gli anni del fascismo si ricordano qui La musica e le arti. Problemi di estetica (Laterza 1936) e la curatela del Triregno di Pietro Giannone (Laterza 1940). Tornato agli studi dopo l’impegno politico di organizzatore del Pli, docente all’Istituto italiano per gli studi storici, in varie sue pubblicazioni si impegnò nella interpretazione e anche revisione del pensiero di Croce (Il tramonto della logica antica e il problema della storia, Laterza 1952; Benedetto Croce e il concetto della storia, Laterza 1954; Croce per lumi sparsi, La Nuova Italia 1975), non tralasciando il suo impegno di musicologo (Castità della musica, Einaudi 1961).

Collaboratore di diverse riviste e quotidiani, nel 1964 fu organizzatore della «Rivista di studi crociani», che diresse instancabilmente sino alla sua scomparsa.

In copertina: Benedetto Croce e le figlie Alda, Silvia (in piedi) e Lidia, a

Villa Tritone di Sorrento, nel 1944


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