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Matranga A. – La banda dei cani sciolti
Bari. Autunno 1983. Mara, bella e contraddittoria diciottenne, figlia di una borghese e benestante famiglia della città, dopo un anno passato in quei terribili istituti supermercato “ pago uno prendo due”, ritorna fra le mura del mausoleico liceo affacciato sul mare, per frequentare l’ultimo anno del liceo classico. E’ passato un solo anno, eppure niente sarà più come prima: né la politica, la militanza, fino ad un anno prima ancora gloriosa e attiva, di cui non c’è più traccia, né gli amici tutti all’università, né le convinzioni e le certezze che la rendevano una ragazzina sicura e spavalda. Conoscerà Federico e Danilo, belli e profondi, il bianco e nero, il dritto e il rovescio della stessa medaglia, due ragazzi con cui vivrà una storia intensa di passione e conoscenza, di amore e amicizia, che rivoluzioneranno completamente la sua vita. Sulle strade di questa città che sa di sale, si annoderanno le storie di questi tre adolescenti, e della loro banda di cani sciolti, che alle prese con l’ultimo anno di liceo, l’amore, la scoperta della passione, della trasgressione, l’abbandono delle idee, i divertimenti, le droghe, vivranno una serie di avventure senza regole e senza pregiudizi, esilaranti e dolorose, imparando ad essere liberi.
COMPRA!Ernst M. – La filastrocca dei tre gatti
Marco Ernst precisa nella sua premessa: Pablo Picasso ha detto: “Copiare dagli altri è doveroso, copiare da se stessi è infame”; io non ho copiato (mi sembra di essere a scuola davanti alla maestra…) ma ho tratto qualche spunto dai citati film “Vivere alla grande” e “I soliti ignoti”, più qualche altro film su rapine non violente, ma fatte con destrezza.
Lui si è ispirato, io mi sono ispirato, forse tutto è già stato detto, ciò che fa la differenza è il come.
I vari film che mi hanno suggerito parti di idee erano quelli che mio padre chiamava film “di buchi” e che lo appassionavano, proprio perché non violenti…
Toschi D. – African Camelot
Viaggiatrice instancabile per piacere e passione e curatrice d’anime per professione, Daniela Toschi, in poco più di sessanta pagine, raccoglie la sua ansia di “cantare la ragione in versi” e la sfida a “dare forma all’infinito”. Così, nella intensa silloge di questa Autrice toscana, personaggi e temi dei miti celtici (la dama del lago, Merlino, Camelot) si intrecciano con figure della tradizione greca (l’amazzone, Tirteo) e motivi e immagini delle saghe africane.
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