Archivi categoria: Storia
Pericle nell’era dello spread – di E. Mazzotti
Pericle nell’era dello spread è una divertente rassegna degli errori più spettacolari e fantasiosi commessi dagli studenti del liceo classico nella traduzione dal greco. Attraverso il racconto di episodi curiosi ci si propone di fornire ai più giovani utili indicazioni per la corretta e piena comprensione di un testo in greco e ai meno giovani l’opportunità di una piacevole immersione nel mondo degli ipertecnologici adolescenti del terzo millennio. Al tempo stesso si vuole invitare a riflettere sul valore degli studi classici nella nostra società. Una lettura per capire che oggi più che mai, nell’era dell’elettronica e della finanza impazzita, è di vitale importanza educare le giovani generazioni all’uso paziente della ragione, per preservare quel patrimonio di competenze cui l’umanità non può rinunciare se non con la tragica conseguenza di un suo irreversibile imbarbarimento.
COMPRA!Ho dovuto trovare uno scampo modesto ad una povera vita
di Andrea Moretti
Sin da quando ho conosciuto gli scritti di Alda Merini, mi sono appassionato alle sue parole: per questo è stato spontaneo avvicinarmi a lei. La scelta dei testi da esaminare dal punto di vista linguistico-letterario è caduta su quelli che rimandano al tre momenti della vita di Merini particolarmente significativi: poco prima, durante e subito dopo il suo ricovero nell’Istituto ‘Pini’. Pertanto, i testi esaminati sono: Tu sei Pietro, Lettere al dottor G, Destinati a morire. Occorre notare che, per quanto riguarda la prima opera, l’analisi si ferma alla seconda parte, giacché la terza ripropone i medesimi temi della seconda, che rimandano all’amore solitario e non corrisposto dell’Autrice nei confronti del dottor De Paschale: al fine di non dover iterare le osservazioni, i pensieri e le coincidenze tematico-stilistiche delle parti precedenti, abbiamo preferito interrompere la lettura.
COMPRA!Schiaffi – destino canaglia delle donne in politica
I miei 15 anni bui nel partito di Di Pietro e altre storie..
di Wanda Montanelli
«Smettiamola di parlare di “quote rosa” e prendiamo invece atto del fatto che finora, nella politica locale come in quella nazionale, esiste una sola quota, quella maschile. Protetta militarmente da qualsiasi intrusione». Chiara Saraceno
COMPRA!Lo scudo e la sciabola ingrandisci Lo scudo e la sciabola
di Michele Patruno
Analizzando le Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, Michele Patruno, esperto di diritto europeo e internazionale, ricostruisce i passaggi diplomatici che hanno condotto alla cosiddetta prima Guerra dal Golfo, dall’invasione del Kuwait da parte dell’Irak (agosto 1990) all’operazione “Desert Storm” (gennaio-febbraio 1991), dalla Coalizione internazionale alla partecipazione dell’Italia.
COMPRA!Mesta e pentita – di Massimo Desideri
Muse e amanti – Le donne nella letteratura
di Maria Rosaria De Simone
Sinossi
La donna. Dea per eccellenza tra le muse, fonte di continua ispirazione delle pagine più belle del nostro panorama letterario, che fanno da sfondo ad una produzione artistica illimitata. E mai nessuna donna è uguale all’altra. Innumerevoli volti, dalle mille sfumature e dai mille contrasti, a lasciare il posto a produzioni sempre nuove e per nulla scontate. È’ affascinante viaggiare di epoca in epoca alla scoperta di quei volti che più di ogni altro hanno lasciato un’impronta indelebile nell’animo dei lettori, coglierne i particolari, alla ricerca di quel fascino che ha agguantato lo scrittore e lo ha spinto a regalare all’umanità un bagaglio culturale che fa respirare, a distanza di secoli o di anni, la bellezza, quella vera. Perché quasi tutti i cantori di tale fascino furono uomini che, attraverso la loro visione della donna, ci hanno anche tramandato la rappresentazione della realtà sociale del loro tempo, gli usi, i costumi, il pensiero tutto. Uomini che hanno disegnato, ideato, esaltato o svilito a loro piacimento e secondo l’estro del momento, la loro donna. Il filtro attraverso cui ci sono giunti tanti ritratti di creature e la loro voce passano dunque attraverso la lente di un mondo prettamente maschile. Nei tempi passati pochi sono stati gli esempi di donne che hanno raccontato le donne. È proprio un fenomeno dei nostri tempi quello in cui anche l’universo femminile ha avuto un approccio ravvicinato agli strumenti letterari per poter far ascoltare la propria voce. E le loro donne divengono un filo sottile che pervade l’immaginario collettivo di noi, moderni lettori. Questo viaggio nel mondo letterario alla ricerca di figure femminili uniche, tra le tante che lo attraversano, proviamo a percorrerlo insieme, lasciandoci incantare lì dove dobbiamo incantarci e lasciandoci incuriosire lì dove ne troviamo i presupposti. Senza tirar su paletti di sfiducia legati ai nostri modelli di rappresentazione, talvolta incasellati in stereotipi assai superficiali.
Patruno M. – Tempeste di sabbia
Patruno M. – Le colline dell’odio
Al centro del continente africano c’è il Ruanda, un piccolo Paese il cui territorio è caratterizzato da numerose colline. Sin dalla fine del diciannovesimo secolo, il suo destino è stato intrecciato col confinante Burundi, assieme al quale costituiva un protettorato, dapprima della Germania e poi del Belgio. Bruxelles decise di affidare l’amministrazione pubblica indigena ai tutsi, un’etnia di pastori-guerrieri nomadi, considerata da ogni punto di vista superiore a quella degli agricoltori hutu. I privilegi concessi alla casta dei burocrati costituirono il germe di una rivalità che si sarebbe trasformata in odio intertribale: nel 1957 venne addirittura sottoscritto un “manifesto” sulla presunta superiorità della razza hutu. Dopo la misteriosa morte del sovrano, scoppiarono i primi disordini, durante i quali i Belgi fecero clamorosamente mancare il sostegno alla classe dirigente – forse perché da qualche tempo parlava di “indipendenza” e di “socialismo” – e addirittura fomentò una rivoluzione sociale per rovesciare il potere. Tutti i funzionari pubblici vennero quindi eliminati fisicamente, dando origine ad una drammatica “diaspora tutsi” che coinvolse vari Paesi vicini.
Continua a leggerePatruno M. – Il gendarme della miniera
Dopo otto decenni colonialismo belga, il 30 giugno 1960 nacque in Congo una Repubblica con Capitale Leopoldville, grande sette volte l’Italia e popolata da appena 14 milioni di abitanti, compresi centomila bianchi. Il territorio venne organizzato in sei Province dotate di ampia autonomia: Leopoldville, Equatore, Orientale, Kivu, Kasai e Katanga. Capo dello Stato divenne Kasavubu, leader di un’alleanza di tipo tribale, da sempre impegnata nel raggiungimento dell’indipendenza; mentre l’incarico di Primo Ministro fu dato a Lumumba, Segretario del Partito Liberale, sebbene attratto dal Socialismo africano. Ma il Paese fu immediatamente trascinato nel caos, in seguito all’ammutinamento di intere guarnigioni dell’Esercito, che si abbandonarono a violenze di ogni tipo, soprattutto nei confronti della popolazione di origine europea.
Continua a leggerePatruno M. – Sangue nella foresta
Dopo un trentennio alla guida dello Zaire, agli inizi degli Anni Novanta il regime di Sese Seko Mobutu era in gravissime difficoltà economiche, con un’inflazione a cinque cifre.
Le Forze Armate si andavano sgretolando a causa dell’ammutinamento di numerosi militari, che, rimasti senza stipendio, si abbandonarono a saccheggi, stupri e omicidi a danno della popolazione.
Inoltre, la Capitale Kinshasa non esercitava più alcun potere nel Nordest (ossia le Province Orientale, Nord Kivu e Sud Kivu) per la presenza di un milione di profughi ruandesi; tra questi spadroneggiavano gli Interahamwe, sanguinari guerriglieri di etnia Hutu.
Il 17 maggio 1997, una coalizione antigovernativa sostenuta principalmente dal Ruanda effettuò un colpo di Stato e fondò la Repubblica Democratica del Congo (RDC), il cui primo Presidente divenne Laurent Kabila.
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